Mi chiamo Elisa e vivo in Abruzzo. A tutti i lettori che si vorranno fermare qui anche solo per un minuto, cercherò di dare suggerimenti per trascorrere ore piacevoli in posti incantevoli, perchè anche voi possiate condividere le nostre stesse emozioni.
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Situato tra la Maiella e il mare, l’abitato di Bucchianico, delizioso borgo medievale, è caratterizzato da interessanti chiese, archi e palazzi settecenteschi.
Cosa vedere a Bucchianico
La nostra visita del paese inizia da piazza Roma, una deliziosa piazza su cui si affaccia il Santuario dedicato a San Camillo De Lellis, accanto al convento da lui costruito.
La cittadina di Bucchianico ha dato i natali al santo nominato con il titolo “Gigante della Carità” e fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi: noti come i Camilliani.
Passeggiamo per le antiche “rue” che collegano i vari punti del paese che recano tutt’ora traccia e ricordo del passaggio del santo.
CASA NATALE DI SAN CAMILLO DE LELLIS
Facciamo visita alla sua casa nativa, che è tra gli edifici più importanti. La stalla ove nacque nel 1550, è stata trasformata in cappellina di gusto baroccheggiante. Salendo al primo piano, si entra in una suggestiva sala lasciata nella sua forma originale a testimonianza della povertà degli ambienti in cui visse. Salendo ancora troviamo altri piccoli ambienti e con gran stupore un’esposizione di presepi provenienti da varie parti del mondo.
Il famoso santuario, il convento e la casa museo a lui dedicati ne fanno un luogo di pellegrinaggio religioso piuttosto frequentato con manifestazioni dedicate al Santo.
E’ una soleggiata domenica e la piazza è gremita di cittadini, alcuni dei quali si incuriosiscono nel vederci con macchina fotografica e telecamera.
Uno di loro si avvicina, iniziamo a scambiare due chiacchiere e racconto dopo racconto, arriviamo a scoprire tanti dettagli su una delle feste più antiche d’Abruzzo: I Banderesi.
LA FESTA DEI BANDERESI
Festa che ripercorre un evento avvenuto nel XIV secolo quando Bucchianico fu minacciata dalla vicina Teate (Chieti). I cittadini delle vicine campagne si videro costretti a rinchiudersi entro le mura della città, protette dal Sergentiere (il capitano della truppa comunale). Gli uomini si cinsero di bande rosse ed azzurre (i colori dello stemma comunale, da lì il nome della festa).
Non abbiamo mai assistito di persona ai festeggiamenti ma attraverso le sue parole, credeteci, e come se lo avessimo fatto e di sicuro il prossimo anno saremo qui.
La festa dei Banderesi è una secolare tradizione che si ripete da ben 700 anni: uomini, donne, bambini, giovani e meno giovani, in pratica tutti i bucchianichesi partecipano con orgoglio alla loro festa.
Consiste in una serie di riti molto articolati e tra le curiosità che abbiamo scoperto ve ne citiamo alcune:
La domenica successiva al 27 maggio viene eletto il Banderese che deve possedere le seguenti qualità: abitare in campagna, essere coniugato con prole
I Banderesi giungono alle porte del paese nel pomeriggio: qui sono accolti dal Sargentiere e dal suo corteo. Insieme si recano a pregare sull’altare di Sant’Urbano e subito dopo, nella piazza danno inizio alla Ciammaichella
La mattina del 25 maggio Sargentiere e Banderese, con i loro cortei incominciano i nove giri del paese
La mattina del 26 maggio è detta del ringraziamento. I figli del Banderese aprono il corteo dei ceri votivi che gira tutte le chiese fino alla cripta di Sant’Urbano.
Ogni anno, in occasione della festa c’è anche la celebrazione dell’apertura giubilare della Porta Santa presso la Chiesa di Sant’Urbano dove sono anche custodite le reliquie del Santo.
Non dimenticate di fare una visita al Museo dell’Olio di CantinArte situato proprio nel centro storico, dove un tempo vi era un frantoio costruito nei primi anni del Settecento.
Concludiamo così il nostro viaggio tra i luoghi sacri di San Camillo e le tradizioni del borgo.
Ma è bene sapere che Bucchianico sorge in un territorio collinare ricoperto di vigneti, ulivi e calanchi che invitano a fare incantevoli escursioni, immersi nella natura.
Mi chiamo Elisa e vivo in Abruzzo.
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