CASTEL DEL MONTE BORGO DI MUSEI, TRANSUMANZA E PECORINO

Luogo: 5 min

Castel del Monte: cosa vedere nel borgo all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. I musei, i palazzi e le chiese del centro storico e la natura nei dintorni.

Il paese sorge ad un’altitudine di 1345 m a sud di Campo Imperatore, in una zona straordinaria ai piedi del Gran Sasso. È circondato da castelli, borghi e bellezze artistiche. E’ un posto autentico e genuino, come il pecorino Canestrato, prodotto di nicchia della tradizione casearia abruzzese che nasce proprio in questo territorio.
Oggi la nostra visita è stata speciale! Guidati da Davide, accompagnatore turistico della Cooperativa Incastello, abbiamo percorso strade e vicoli, scoprendo gli angoli più particolari e nascosti del borgo, oltre a tante curiosità e tradizioni.

Il centro storico

Potete iniziare la visita da Porta San Rocco, una delle cinque antiche porte di accesso, che si apre sull’omonima piazzetta. Da qui si snoda un fitto intreccio di “rue”, ripide stradine a gradoni collegate dagli “sporti”, gallerie e passaggi ad arco fra le abitazioni che si aprono su piazzette e punti panoramici.  Tra le case spiccano il Palazzo del Governatore e l’ancora più imponente Palazzo Colella, dal nome dell’ultima famiglia che lo ha posseduto, una delle più ricche e note del paese.
Il borgo è costellato da numerose chiese, tutte di grande interesse. La più antica è la Chiesa di S. Marco, che si erge nella parte superiore dell’abitato, chiamata Ricetto.
Questa parte del centro risale al XII secolo e il nome è legato al fatto che qui si rifugiarono i pastori che fuggivano dalle frequenti incursioni barbare.

I musei e le tradizioni di Castel del Monte

Castel del Monte è stato uno dei centri più importanti dell’industria pastorale. Attualmente ospita un museo diffuso che permette di ripercorrere le più antiche usanze del paese all’epoca della pastorizia transumante, attraverso utensili da lavoro, testimonianze dei culti e oggetti della quotidianità, tutti raccolti in 5 ambienti: La Casa Antica, L’Arte della Lana, Il Forno del Ballo, La Pastorizia e il Lavoro nei Campi.
Antiche tradizioni vengono rievocate ogni anno nel borgo. Tra queste sono da menzionare la “Rassegna Ovina” e la “Notte delle streghe”. Dal 1996, il 17 agosto di ogni anno, si può assistere ad uno spettacolo teatrale itinerante che ricorda un antichissimo rito svoltosi solo fino agli anni ’50 legato ad una leggenda molto curiosa.

“La Notte delle Streghe”

La Notte delle Streghe è la rievocazione di riti e scene di credenze popolari e si svolge all’interno del borgo antico con figuranti in costumi dell’epoca. Stando ai racconti della tradizione, si credeva che se un bambino si ammalava, significava che era stato colpito dal sortilegio delle streghe che di notte entravano dalle serrature delle porte per succhiare il sangue del malcapitato. Per cercare di esorcizzare la magia nera e salvare il piccolo, le donne del paese dovevano seguire meticolosamente una sorta di rituale “ru rite de’ re sette sporte”. Questo rito consisteva nel portare la creatura in giro per tutto il borgo, verso la mezzanotte, passando obbligatoriamente attraverso sette sporte. Solo così il maleficio poteva essere eliminato.
Le ultime edizioni sono state organizzate per ben due giorni consecutivi, 17 e 18 Agosto, in modo da permettere a più persone di parteciparvi. Segnate queste date in agenda per programmare una vacanza all’insegna delle tradizioni e per scoprire delle piccole delizie gastronomiche.

I formaggi della Transumanza: il Canestrato

Per la purezza dell’aria, la vicinanza di boschi, di lunghe distese prative, Castel del Monte è una meta da non perdere tra le terre della baronia, anche dal punto di vista gastronomico.
Qui, ma anche in altri comuni del versante aquilano del Gran Sasso, viene prodotto il pecorino tipico della transumanza: il famoso Canestrato di Castel del Monte. Il nome deriva dal canestro, il tradizionale cestino traforato di paglia in cui veniva posto il formaggio. È considerato dagli esperti il miglior formaggio abruzzese ed è presidio Slow Food, ottenuto dalla caseificazione di latte ovino crudo con la sola aggiunta di sale e caglio.
Dovete assolutamente assaggiarlo per apprezzarne il sapore che varia a seconda delle stagioni e dei pascoli: dolce e delicato nei formaggi freschi, più accentuato via via che si procede alla stagionatura.
Se poi siete veri intenditori andate alla ricerca del raro e più particolare pecorino marcetto, chiamato localmente anche “cacio marcetto”. E’ un formaggio dal gusto piccante e dalla pasta cremosa, generato dall’azione delle larve di una particolare mosca.
Castel del Monte è una finestra aperta sul passato da cui entra aria fresca di montagna. E’ molto suggestivo anche in inverno; i tetti delle case, i vicoli e le strade si ricoprono non di rado di neve, offrendo uno spettacolo incantevole.

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COSA VEDERE NEI DINTORNI DI CASTEL DEL MONTE

Se da un lato ha un patrimonio artistico di un certo rilievo, dall’altro Castel del Monte offre ai suoi visitatori la possibilità di esplorare la natura selvaggia che lo circonda.
Si parte dalla Transumanza, riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2019.
Stiamo parlando di una pratica antica, che racconta lo stile di vita degli uomini e dei loro greggi, caratterizzato dal continuo e lento movimento alla ricerca di pascoli estivi e invernali, che potessero garantir loro il sostentamento. Nacquero così dei percorsi naturali: i tratturi, che permettevano la circolazione delle greggi e delle genti.
Noi oggi abbiamo ripercorso un breve tratto del più importante dei tratturi: il Tratturo L’Aquila-Foggia, chiamato anche Tratturo Magno.  Il suo tracciato iniziava dalla Basilica aquilana di Collemaggio e si concludeva alla Chiesa pastorale dei Cintorelli.
Qui il sentiero si sdoppia generando il Tratturo Centurelle-Montesecco che, all’interno e lungo i suoi margini, conserva i più prestigiosi monumenti abruzzesi, alcuni dei quali ci permettono di capire la vita giornaliera dei pastori durante la Transumanza.
Per chi volesse ricalcare le antiche vie dei pastori in quest’area è possibile percorrere le tappe di alcuni Cammini religiosi tra cui il “Cammino della Pace”, che dall’Aquila arriva a Monte Sant’Angelo, e il “Cammino di San Tommaso”, che da Roma porta ad Ortona.

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L’antica Peltuinum

Tra le località percorse dal Tratturo Magno vi consigliamo di visitare il sito archeologico dell’antica Peltuinum, che si trova nel comune di Prata d’Ansidonia. Il toponimo Ansedonia deriva proprio da ansarium che in lingua latina indica il dazio.
L’antica città, abitata dal popolo dei Vestini e in seguito occupata dai Romani, è possibile visitarla in maniera autonoma. Scoprirete i resti di due cisterne, di un tempio e di un teatro. Le antiche porte d’ingresso venivano utilizzate per il pagamento del dazio delle greggi e la porta ovest come varco di controllo per il passaggio del bestiame.
Tra queste strade abbiamo imparato ad amare sempre più la nostra terra, conoscendone la storia, quella con la S maiuscola!

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