CASTELLI, IL PAESE DELLA CERAMICA

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Ci sono posti in Abruzzo che accolgono piccoli tesori, luoghi fuori dalle rotte turistiche, lontani dal traffico e che forse, proprio per questo, hanno conservato la loro identità, come il piccolo paese di Castelli. Quando lo si sente citare, la mente vola subito alle famose ceramiche.

La storia di quello che è oggi Castelli inizia in tempi remoti quando alcuni monaci benedettini introdussero, nel XII secolo, la cultura della lavorazione delle ceramiche, che da quel momento in poi divenne il vero e proprio simbolo del paese.
La sua nascita si deve soprattutto alle materie prime di cui era ricco il borgo, in particolare all’abbondanza di argilla dei suoi calanchi, oltre che a boschi di faggio per fare legna e alimentare i forni, e ai suoi corsi d’acqua.
Castelli, il paese della ceramica
L’Abruzzo intero è una delle regioni italiane celebri per l’artigianato di eccellenza dove tradizione e creatività hanno dato origine ad oggetti di grande bellezza. Tra queste forme di artigianato non possiamo dimenticare le maioliche, le terracotte e le porcellane che ancora oggi sono un segno distintivo della tradizione culturale di questa straordinaria regione. Le ceramiche sono infatti diventate uno dei simboli dell’Abruzzo nel mondo.

Le maioliche abruzzesi famose in tutto il mondo

Pensate che la loro fama è giunta fino a San Pietroburgo dove presso l’Ermitage è custodita una tra le collezioni più prestigiose. Altri capolavori sono presenti nei maggiori musei internazionali  dal Louvre a Parigi, al British Museum di Londra, dal Metropolitan Museum di New York al Museo Nazionale del Palazzo di Venezia a Roma.
E così oggi intraprendiamo un viaggio alla scoperta della storia di questi luoghi che portano avanti nel tempo la tradizione e l’amore per la lavorazione della ceramica.
Ma vediamo con più precisione dove si trova Castelli, annoverato tra i Borghi più belli d’Italia. Siamo nella Valle Siciliana, ai piedi del Gran Sasso, nell’entroterra teramano.

Cosa vedere a Castelli

Passeggiando per le vie del borgo, stupisce la raffinatezza delle decorazioni in maiolica presenti soprattutto nelle chiese. Splendido l’ambone in pietra scolpita raffigurante i simboli dei quattro evangelisti e la splendida pala in maiolica realizzata da Federico Grue nella Chiesa di San Giovanni Battista; i pilastri decorati del chiostro dell’ex convento dei francescani e il soffitto interamente rivestito da tavelle decorate a maiolica della Chiesa di San Donato. Ma questi sono solo alcuni esempi della vasta e pregiata produzione di ceramiche a cui Castelli lega la sua storia.
Castelli, il paese della ceramica
Castelli, il paese della ceramica
Castelli, il paese della ceramica

Il Museo delle Ceramiche

Per avere una visione più completa vi consigliamo di recarvi presso la sede provvisoria  del Museo delle Ceramiche (nei locali del Palazzo Museale dell’Artigianato, sita alla Salita Paradiso).
Al suo interno si percorre tutta la storia della ceramica castellana, dalle origini fino al Novecento. Veniamo accolti dalla Signora Laura che ci racconta e illustra le collezioni più prestigiose e  i meravigliosi oggetti realizzati da grandi maestri dei secoli passati, appartenuti ad alcune famiglie celebri come i Gentili, i Cappelletti, i Fuina e i Grue. Da non perdere, al secondo piano del Museo, le mattonelle rinascimentali del primo soffitto della chiesa di San Donato.
Museo delle ceramiche
Museo delle ceramiche
Museo delle ceramiche

Liceo Artistico Grue: il Presepe Monumentale e il “Terzo Cielo”

Castelli è molto nota anche per il suo Presepe Monumentale. 54 statue a grandezza naturale, tra persone ed animali, con uno stile originale e metaforico realizzate in ceramica, da insegnanti e allievi del Liceo. Proprio all’interno del Liceo è possibile ammirare il presepe quando non è in giro per il mondo, vista la sua fama. In passato fu esposto ai mercati di Traiano a Roma, a Betlemme, Gerusalemme, Tel Aviv e in Piazza S. Pietro in Vaticano  per il Natale 2020.
Tra le opere da ammirare all’interno anche il “terzo cielo di Castelli”, una riproposizione in chiave moderna del soffitto della chiesa di San Donato. Le novità rispetto al passato sono nell’utilizzo dei nuovi materiali e nuove tecnologie: al posto del mattone una grande tavella forata, mentre le decorazioni hanno preso le rielaborazioni dei pittori del Novecento, da Matisse a Picasso, da De Chirico a Modigliani…ma anche questo soffitto come i precedenti vuole trasmettere un forte messaggio religioso e spirituale. Il Liceo custodisce inoltre la “Raccolta Internazionale d’Arte Ceramica Contemporanea” con più di 500 opere di artisti di 50 nazioni.
A Castelli, da secoli, si fabbricano anfore, servizi da tè e brocche, piatti, vassoi e contenitori di varie forme e misure. Dalle antiche fabbriche castellane furono spediti in tutto il mondo servizi da tavola, mattonelle per pavimenti, vasi ornamentali e da farmacia, formelle da decorazione parietale, candelabri e persino un organo. I colori anticamente usati erano il giallo, il blu, il verde rame e l’arancione che si ricavavano dai metalli tra cui il manganese, l’antimonio e il selenio. I soggetti trattati erano tra i più vari, di argomento sacro, storico e allegorico. Ma erano frequenti le raffigurazioni di battaglie, scene di cacce, paesaggi, costumi tipici, animali e fiori.

Le botteghe dei maestri ceramisti di Castelli

Le botteghe sono sempre aperte e permettono ai visitatori di assistere alla lavorazione della ceramica e talvolta persino di provare a lavorarla con le loro stesse mani. Durante la nostra visita abbiamo avuto la fortuna e il piacere di incontrare il professore Sergio Censasorte, maestro ceramista, che ci ha invitati nella bottega di famiglia. Con pazienza e passione ci ha dimostrato la sua bravura nel modellare manualmente l’argilla realizzando per noi un fischietto a forma di uccellino. Inoltre ci ha spiegato in cosa consistono le tecniche dell’essiccazione e della smaltatura. Certo una lezione non basta per renderci capaci di realizzare oggetti così pregiati e originali ma, sicuramente, è stata un’esperienza divertente.
Ceramiche di Castelli
Bottega artigiana a Castelli
Continuiamo ad esplorare questi luoghi che conducono a piccoli tesori d’arte. Poco fuori dal centro abitato di Castelli sorge la Chiesa di San Donato: un edificio del Seicento definito da Carlo Levi “la Cappella Sistina della maiolica” per il meraviglioso soffitto interamente ricoperto di oltre 800 mattoni in maiolica, unico in Italia. I mattoni originali di questo soffitto che rappresentano per lo più figure maschili, femminili, animali e stemmi di casati sono conservati nel museo.
Chiesa di San Donato- Castelli
Chiesa di San Donato- Castelli

Castelli, non solo ceramiche…

Il borgo di Castelli, incastonato ai piedi del Monte Camicia, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è un ottimo punto di partenza per belle escursioni sulle cime circostanti. Un paradiso per gli amanti della natura, del trekking e delle escursioni a cavallo dato che l’area è attraversata dall’Ippovia del Gran Sasso d’Italia.
Questa porzione del Parco è caratterizzata da luoghi selvaggi, spettacolari, ricchissimi di fauna, acqua e cascate. Ci siamo ripromessi di tornare presto in questi luoghi da noi poco conosciuti per scoprirne le tante bellezze e raccontarvele!

L’Abbazia di San Giovanni ad Insulam

Il nostro percorso di visita si conclude con una grande sorpresa. Lungo la strada incontriamo la splendida chiesa di San Giovanni ad Insulam, detta anche al Mavone e decidiamo di fermarci per ammirarla.
Si tratta di un piccolo gioiello di arte romanica sorto su una collinetta accanto al fiume Mavone, nel territorio di Isola del Gran Sasso. Probabilmente la chiesa fu costruita intorno al 1100 (nello stesso periodo di quella di Santa Maria di Ronzano di Castel Castagna) dai frati di Montecassino, insieme al monastero benedettino di cui oggi restano solo rovine che ne testimoniano l’antica vastità.
San Giovanni ad Insulam
San Giovanni ad Insulam
San Giovanni ad Insulam
La chiesa subì gravi danni nel terremoto dell’Aquila 2009 e successivamente negli eventi sismici del 2016. In seguito alla messa in sicurezza oggi l’abbazia è visitabile. Essendo un luogo di straordinaria bellezza fa spesso da cornice ai Concerti delle Abbazie: un festival di appuntamenti imperdibili con la musica di artisti noti nel panorama internazionale. Non a caso è inserita nell’itinerario turistico religioso de “La Valle delle Abbazie”, un cammino che ha come obiettivo la valorizzazione dei territori del Medio Vomano e la riscoperta dei tesori artistici di questa parte d’Abruzzo.
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