Carapelle Calvisio, il comune più piccolo del Parco.
Da una sacerdotessa del posto, della famiglia Calvisia, deriva l’appellativo Calvisio che accomuna questo Borgo a quello di Castelvecchio.
Ancora ben conservate le mura medievali che comprendevano in passato quattro porte.
Le stradine del paese sono strette, in alcuni punti sormontate da archi di congiungimento tra le abitazioni.
Grazie alla sua posizione, arroccato su uno sperone e circondato dai boschi, è un posto che conquista per la tranquillità e l’amenita’ dell’aria.
La Torre di avvistamento e il Palazzo Piccioli, del XII-XII sec. sono molto interessanti.
Abbiamo passeggiato nel centro storico avvolti da un silenzio disarmante.
Proprio per la necessità di avere a disposizione pascoli d’altura, questi borghi sorgono tutti tra i 1000 e i 1400 mt. di altitudine.
Nei registri storici del 1400 si riporta che gli abitanti di Carapelle possedessero 90.000 pecore che costituivano fonte importante di reddito grazie alla produzione di lana Carfagna, di colore nero o grigio.
Importanti le coltivazioni di cereali, legumi, farro, patate e grano Solina.
I contadini lavoravano nei cosiddetti “Campi aperti” con un’organizzazione cooperante.
Anche qui era florida la coltivazione dello zafferano che cresceva abbondante grazie al terreno carsico tipico della zona di Navelli.
Una leggenda narra che le origini di questa coltura siano merito di Ponzio Pilato che avrebbe posseduto una casa nella zona.
Molto rinomato anche il tartufo nero, che la tradizione vuole sia raccolto tra dicembre e marzo.
Castelvecchio Calvisio
La nostra gita prosegue verso Castelvecchio Calvisio, a 1067 mt. di altitudine, in una posizione strategica a dominare la Valle del Tirino e la bassa conca Aquilana.
Anche qui la cinta muraria aveva torri quadrangolari, le cui testimonianze sono ancora ben presenti.
Si entrava nel Borgo attraverso le antiche Porta Maggiore, del Ponte Levatoio e di San Martino.
Mensole di pietra chiamate “Barbacani” fungono da appoggio ai gradini.

Borghi silenziosi e vicoli ricchi di fascino e noi, in cammino da diverse ore cominciamo ad avere un po’ di fame.
E allora, cosa c’è di meglio che andare a degustare qualche piatto tipico?
In questa zona, oltre al tartufo, è rinomata la Cicerchia, un legume antico, poco diffuso nella cucina moderna, ma veramente ottimo.



















