PALENA: COSA VEDERE TRA STORIA, EREMI E ORSI

Luogo: 4 min

PALENA, UN BORGO TRA STORIA, EREMI E ORSI:

Esiste una meta per un week end all’insegna della spiritualità ma al tempo stesso adatta a viaggiatori avventurosi, famiglie e coppie? Penso proprio di sì. Oggi vi parlo di Palena: un borgo dove, immersi nel silenzio della natura, tra storia, eremi e orsi, è possibile trovare la giusta dimensione per godere momenti indimenticabili.
Mentre la nostra auto ci conduce a Palena, mi rendo conto di quanto queste strade mi siano famigliari e con quanto piacere io torni qui.
Questo paese antico, dalle origini medievali, si è affermato negli ultimi anni sulla scena del turismo attivo grazie alla pratica del Torrentismo. Nel 2024, è entrato a far parte del prestigioso club dei Borghi più belli d’Italia.
In effetti per me tutto cominciò proprio da qui… Aver partecipato alla Prima Edizione del format DonnAvventino mi ha dato la spinta giusta per creare questo blog e farvi conoscere l’Abruzzo.

Tantissime le escursioni di trekking che esplorano i dintorni.
Ma una bella passeggiata nel centro del paese vi farà scoprire il Castello Ducale, costruito su uno sperone di roccia nel XII sec.

IL CASTELLO DUCALE

Diversi terremoti lo hanno danneggiato gravemente ed è stato restaurato più volte. Il Castello ha un giardino pensile ed una bella terrazza panoramica e suggestivi resti del tempio dedicato alla Dea Cerere.
Qui soggiornò anche S. Francesco d’Assisi, nel lontano 1216.

IL MUSEO GEOPALEONTOLOGICO

L’attrazione principale del Castello è il Museo Geopaleontologico che offre un’esperienza formativa eccezionale ai bambini.

Infatti il Museo è suddiviso in sezioni (“Sala della Conoscenza”, “dell’Aventino” e “Palena”) che spiegano ai visitatori l’evoluzione del territorio circostante attraverso i numerosi reperti paleontologici conservati qui.
Dovete sapere che proprio alle sorgenti del fiume Aventino, in località Capo di Fiume, ai piedi del Monte Porrara, sono stati ritrovati fossili di grande valore scientifico, durante operazioni di scavo di una galleria, molti dei quali sono esposti nelle sale museali.
Rimarrete stupiti dalle dimensioni della zanna di un MAMMUTHUS MERIDIONALIS e della sua mandibola.

IL PAESE

Facciamo un giro per il paese e costeggiamo il fiume Aventino che ha le caratteristiche dei torrenti, con la possibilità di praticarvi oltre al Torrentismo, anche il Rafting.
Questi sport così divertenti danno la possibilità, a chi li pratica, di essere a stretto contatto con la natura.

LA GUALCHIERA

Molto interessante è stata la nostra visita alla GUALCHIERA , un edificio in cui a partire dal 1826 si producevano i panni di lana.
In grandi vasche di pietra si lavoravano le pezze di lana con macchinari in legno e con le acque residue di lavorazione venivano convogliate nel fiume.
Questo edificio fu poi convertito in centrale idroelettrica. Oggi è possibile vederne i complessi lavoro di restauro effettuati.

IL MOM E L’AREA FAUNISTICA DELL’ORSO BRUNO

La nostra giornata prosegue alla scoperta di uno dei simboli dell’Abruzzo: l’Orso Bruno Marsicano.
Per approfondirne le caratteristiche biologiche e le abitudini di vita decidiamo di visitare il MOM – Museo dell’Orso Marsicano, ospitato in un’ala dell’ex Convento di Sant’Antonio.

Il Museo è costituito da 5 sezioni molto interessanti con allestimenti interattivi che specialmente nei bambini, suscitano interesse e suggestione.
Inoltre viene dato spazio alla mitologia, alla storia, alla salvaguardia e alle problematiche di estinzione.
Il momento più emozionante è stato sicuramente la visita all’Area Faunistica, nelle immediate vicinanze.

Lungo un facile sentiero brecciato, è possibile osservare da vicino questi maestosi plantigradi nel loro habitat protetto, scoprendo di più sul loro comportamento e sull’ambiente in cui vivono.

L’Area Faunistica dell’Orso Bruno ospita oggi due orse, Iris e Margherita, entrambe di 7 anni, abituate a vivere insieme.

Fino all’estate del 2024, qui viveva anche Caterina, l’orsa più anziana, che purtroppo ci ha lasciati. La sua storia è toccante: da cucciola fu catturata e portata in un parco divertimenti, dove divenne un’attrazione per i visitatori. Costretta a vivere in uno spazio angusto e in un clima inadatto, ha trovato solo in età adulta un rifugio sicuro tra le montagne della Maiella.

Tutte le orse accolte nell’area sono nate e cresciute in cattività, rendendo impossibile il loro ritorno in natura. Oggi, grazie al lavoro del Parco Nazionale della Maiella, possono vivere in un ambiente protetto, nel rispetto del loro benessere.

L’EREMO DELLA MADONNA DELL’ALTARE

Concludiamo la nostra escursione in un luogo carico di storia e spiritualità: l’Eremo Celestiniano della Madonna dell’Altare, incastonato tra le montagne del Parco Nazionale della Maiella, a quasi 1300 metri di altitudine.
Qui, nel 1235, Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, trascorse tre anni in una grotta dedicandosi alla vita ascetica. Dopo la sua breve esperienza da pontefice nel 1294, il culto e la devozione attorno a questo luogo si rafforzarono. Nel XIV secolo, i monaci celestini costruirono un convento, una vera cittadella autosufficiente con orti, magazzini e una chiesa, ancora oggi meta di pellegrinaggi e teatro della festa della Madonna dell’Altare il 2 luglio.
Oggi, l’antico convento è stato trasformato in un accogliente ostello, perfetto per chi desidera immergersi nella natura e nella tranquillità di un luogo che invita alla riflessione e al raccoglimento.
Per scoprire le attività, le visite guidate e tanto altro visitate il sito ufficiale.


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