IL LAGO DI CAMPOTOSTO

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Quante fotografie avrete già visto di questo posto magnifico?

Lago di Campotosto
Lago di Campotosto
Immortalato nella sua bellezza, diversa in ogni stagione.
Misterioso tra le nebbie, meraviglioso in inverno quando le sue acque sono ghiacciate, vacanziero in primavera e d’estate quando la natura lo riempie di colori e di vita..

Oggi siamo andati al lago di Campotosto, situato al confine tra Lazio e Abruzzo, ai piedi dei Monti della Laga.

Lago di Campotosto
Lago di Campotosto
E vi parleremo del più grande lago artificiale d’Abruzzo e il secondo d’Europa.
Mica una cosa così…😊
Per costruirlo tra gli anni ’30 e ’40, sono state erette tre dighe a 1313 mt. s.l.m.
Un bacino che sorge dove in passato i terreni erano adibiti al pascolo.
Successivamente si scoprì che erano ricchi di torba, e divennero miniere estrattive.
Oggi è altrettanto utile grazie alla capacità di fornire energia idroelettrica.

COME ARRIVARCI E COSA FARE

Facile da raggiungere percorrendo la strada statale 80 oppure la 577, provenendo da Amatrice, ha la peculiarità di poterlo ammirare da un lungo lago di 40 km., dove si può praticare cicloturismo, equitazione, trekking o praticare il birdwatching grazie alle numerose specie che abitano qui.
Gli sport acquatici sono molto diffusi (windsurf, kajak, kitesurf).
Il lago è inglobato nella riserva omonima ed è la dimora di trote, barbi, tinche.
Abbiamo incontrato un sacco di pescatori, ma attenzione. Non vi improvvisate con le canne da pesca senza aver richiesto l’autorizzazione, che viene rilasciata versando un piccolo contributo.
La natura selvaggia di questo posto e i colori mutevoli delle acque del lago, vi sorprenderanno.
Così come siamo stati sorpresi noi incontrando cavalli e pastori con le bestie che passeggiavano tranquillamente in cerca di refrigerio.
In effetti le acque del lago sono molto fredde anche in estate.

Non cedete alla tentazione di tuffarvi, perché le acque non sono balneabili, a tratti addirittura paludose.

Ma poco male…ci si può consolare dopo averlo girato in bicicletta, o a piedi trovando ristoro presso uno dei tanti ristorantini del lungolago.

Noi abbiamo apprezzato tantissimo la famosa Mortadella di Campotosto, che in verità è un salame dal soprannome buffo. Cojoni di mulo.
Ottimo tutto il pescato cucinato tradizionalmente e poi funghi porcini, e gustosi pecorini.

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