PALENA TRA STORIA, EREMI E ORSI

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Mentre la nostra auto ci conduce a Palena, mi rendo conto di quanto queste strade mi siano famigliari e con quanto piacere io torni qui.
Questo paese antico, dalle origini medievali, si è affermato negli ultimi anni sulla scena del turismo attivo grazie alla pratica del Torrentismo.
In effetti per me tutto cominciò proprio da qui… Aver partecipato alla Prima Edizione del format DonnAvventino mi ha dato la spinta giusta per creare questo blog e farvi conoscere l’Abruzzo.
Tantissime le escursioni di trekking che esplorano i dintorni.
Ma una bella passeggiata nel centro del paese vi farà scoprire il Castello Ducale, costruito su uno sperone di roccia nel XII sec.

IL CASTELLO DUCALE

Castello Ducale
Palena
Castello Ducale
Diversi terremoti lo hanno danneggiato gravemente ed è stato restaurato più volte. Il Castello ha un giardino pensile ed una bella terrazza panoramica e suggestivi resti del tempio dedicato alla Dea Cerere.
Qui soggiornò anche S.Francesco d’Assisi, nel lontano 1216.

IL MUSEO GEOPALEONTOLOGICO

Museo Geopaleontologico
Museo Geopaleontologico
Museo Geopaleontologico
L’attrazione principale del Castello è il Museo Geopaleontologico che offre un’esperienza formativa eccezionale ai bambini.
Infatti il Museo è suddiviso in sezioni (“Sala della Conoscenza”, “dell’Aventino” e “Palena”) che spiegano ai visitatori l’evoluzione del territorio circostante attraverso i numerosi reperti paleontologici conservati qui.
Dovete sapere che proprio alle sorgenti del fiume Aventino, in località Capo di Fiume, ai piedi del Monte Porrara, sono stati ritrovati fossili di grande valore scientifico, durante operazioni di scavo di una galleria, molti dei quali sono esposti nelle sale museali.
Rimarrete stupiti dalle dimensioni della zanna di un MAMMUTHUS MERIDIONALIS e della sua mandibola.

IL PAESE

Fiume Aventino
Torrentismo
Fiume Aventino

Facciamo un giro per il paese e costeggiamo il fiume Aventino che ha le caratteristiche dei torrenti, con la possibilità di praticarvi oltre al Torrentismo, anche il Rafting.
Questi sport così divertenti danno la possibilità, a chi li pratica, di essere a stretto contatto con la natura.

LA GUALCHIERA

Gualchiera
Molto interessante è stata la nostra visita alla GUALCHIERA , un edificio in cui a partire dal 1826 si producevano i panni di lana.
In grandi vasche di pietra si lavoravano le pezze di lana con macchinari in legno e con le acque residue di lavorazione venivano convogliate nel fiume.
Questo edificio fu poi convertito in centrale idroelettrica. Oggi è possibile vederne i complessi lavoro di restauro effettuati.

IL MOM E L’AREA FAUNISTICA DELL’ORSO BRUNO

La nostra giornata prosegue alla scoperta di uno dei simboli dell’Abruzzo: l’Orso Bruno Marsicano.
Per approfondirne le caratteristiche biologiche e le abitudini di vita decidiamo di visitare il MOM – Museo dell’Orso Marsicano, ospitato in un’ala dell’ex Convento di Sant’Antonio.
Il Museo è costituito da 5 sezioni molto interessanti con allestimenti interattivi che specialmente nei bambini, suscitano interesse e suggestione.
Inoltre viene dato spazio alla mitologia, alla storia, alla salvaguardia e alle problematiche di estinzione.
Mom-Museo dell'orso marsicano
Mom-Museo dell'orso marsicano
Mom-Museo dell'orso marsicano
Il momento più emozionante è stato sicuramente la visita all’Area Faunistica, nelle immediate vicinanze.
Area faunistica Orso Bruno
Area faunistica Orso Bruno
Qui, con una facile escursione lungo il sentiero brecciato, si ha un contatto diretto con il placido plantigrado e con l’ambiente in cui vive.
Il Parco Nazionale della Majella ha accolto 3 orse: Iris, Margherita e Caterina. Le prime due hanno 7 anni e sono abituate a vivere insieme…
Può sembrare innaturale vedere due orse adulte in una stessa area ma pensate che lo scorso anno, nonostante tre tane a disposizione costruite dall’uomo, hanno deciso di scavarsene una e trascorrere il loro letargo insieme.
Caterina, invece, l’orsa più anziana, si trova in un’area più bassa, separata dalle altre.
Lei, poverina, ha una storia particolare…da piccola è stata catturata e portata in un Parco divertimenti, dove era l’attrazione principale.
Viveva in uno spazio molto piccolo, in un ambiente con un clima sicuramente non adatto.
Ciascuna di loro ha una storia, nate e vissute in cattività, dunque non destinate al ritorno in natura.
Grazie all’intervento dell’uomo, ora vivono serene.

L’EREMO DELLA MADONNA DELL’ALTARE

Eremo Madonna dell'Altare
Eremo Madonna dell'Altare
Eremo Madonna dell'Altare

Concludiamo la nostra escursione in un’oasi di pace e serenità.

Siamo alle pendici del Monte Porrara, a quasi 1300 mt di altitudine, dove spicca l’Eremo Celestiniano della Madonna dell’Altare, testimone per secoli della vita ascetica di Papa Celestino V.

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