In Abruzzo è difficile stare fermi!
Una pedalata è il modo migliore per scoprire le bellezze della Costa Adriatica e noi oggi vi portiamo lungo la Via Verde della Costa dei Trabocchi.
COME RAGGIUNGERE PUNTA ADERCI IN BICICLETTA
Si pedala per circa 5 Km in un sentiero sterrato battuto.
L’inizio è subito invitante: incontriamo bellissimi scorci e, per la felicità di Cloè e Isabel, cavalli al galoppo.
Qui si organizzano passeggiate a cavallo lungo dune, spiagge e valli che lasciano con il fiato sospeso.
Attraversando campi di graminacee, ampi vigneti e oliveti, sali e scendi si arriva sopra il promontorio.
Il panorama, a circa 20 mt sopra il livello del mare, è molto suggestivo.
Si ha la sensazione di essere in Bretagna o in Cornovaglia, tra dune e scogliere naturali che si affacciano in un mare cristallino che sfuma dal verde acqua al blu intenso.
VIDEO: LA RISERVA NATURALE DI PUNTA ADERCI
E’ il luogo ideale per una nuotata o semplicemente per concedersi qualche attimo di riposo.
SENTIERI E SPIAGGE A PUNTA ADERCI

Qui l’ambiente tipico della macchia mediterranea vi offrirà punti di refrigerio durante il vostro percorso di trekking, sotto l’ombra dei pini.
Se avrete la possibilità di godervi questo tratto di mare in canoa, potrete facilmente avvistare i delfini.
E per gli appassionati di birdwatching, Punta Aderci è un vero paradiso, viste le innumerevoli specie di uccelli che abitano la riserva. Il fratino che nidifica sulle dune è il più studiato e fotografato.
Sapete che il maschio scava diverse buche nella sabbia e poi è la femmina che ne sceglie una come nido?
Le dune sono un elemento tipico della riserva: si formano perché la sabbia si accumula incontrando rocce o piante.
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APPUNTI CURIOSI SU PUNTA ADERCI
Sulle carte topografiche di un tempo era denominato così il promontorio.
Erce era il nome di una divinità, simbolo di forza e coraggio (Heracles in Grecia, Ercole per i latini), che proteggeva l’allevamento e la transumanza.
Gli archeologi rinvennero i resti di una fortificazione romana sull’altura che si eleva sul mare, a difesa di Punta Penna, abitata fin dai tempi più antichi.
Questo può ricondurre al suo nome originale, dal latino ARX che indicava una roccaforte.
Sono stati ritrovati anche fondi di capanne che risalgono all’anno 1000 a.C., insieme a tanti reperti in ceramica e vasellame.
Dove oggi troviamo Punta Penna sorgeva in passato la città di Puca, importantissima per la sua civiltà e i traffici commerciali, ricca di monumenti grandiosi che furono in parte utilizzati per ricostruire il Palazzo d’Avalos di Vasto.
Vi era in passato una stata denominata Traiano-Frentana, che collegava le antiche Anxanum (Lanciano) e Histonium (Vasto), con il suo porto.















