SU 2 RUOTE IN DIREZIONE PUNTA ADERCI

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In Abruzzo è difficile stare fermi!

Una pedalata è il modo migliore per scoprire le bellezze della Costa Adriatica e noi oggi vi portiamo lungo la Via Verde della Costa dei Trabocchi.
Quarantadue Km da percorrere, a piedi o in bicicletta, immersi nella natura e nella cultura alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della fascia costiera.
Partiamo dal lido di Casalbordino, in prossimità del Centro vacanze Poker, per raggiungere la Riserva Regionale di Punta Aderci.
Verso Punta Aderci
Verso Punta Aderci
Si pedala per circa 5 Km in un sentiero sterrato battuto.
L’inizio è subito invitante: incontriamo bellissimi scorci e, per la felicità di Cloè e Isabel, cavalli al galoppo.
Qui si organizzano passeggiate a cavallo lungo dune, spiagge e valli che lasciano con il fiato sospeso.
Attraversando campi di graminacee, ampi vigneti e oliveti, sali e scendi si arriva sopra il promontorio.
Il panorama, a circa 20 mt sopra il livello del mare, è molto suggestivo.
Punta Aderci
Punta Aderci
Punta Aderci

Si ha la sensazione di essere in Bretagna o in Cornovaglia, tra dune e scogliere naturali che si affacciano in un mare cristallino che sfuma dal verde acqua al blu intenso.

 

Dal promontorio, si può scendere al mare tramite un sentiero a gradini, per arrivare nella più piccola delle spiagge e ammirare il suo trabocco.
E’ il luogo ideale per una nuotata o semplicemente per concedersi qualche attimo di riposo.
Da qui è possibile andare alla scoperta di sentieri, immersi nella macchia mediterranea, che conducono fino alla spiaggia di Mottagrossa.
Questa parte di litorale è percorribile anche su un sentiero sopraelevato, in mountain-bike o a piedi.
Qui l’ambiente tipico della macchia mediterranea vi offrirà punti di refrigerio durante il vostro percorso di trekking, sotto l’ombra dei pini.
Se avrete la possibilità di godervi questo tratto di mare in canoa, potrete facilmente avvistare i delfini.
E per gli appassionati di birdwatching, Punta Aderci è un vero paradiso, viste le innumerevoli specie di uccelli che abitano la riserva.
Il fratino che nidifica sulle dune il più studiato e fotografato.
Sapete che il maschio scava diverse buche nella sabbia e poi è la femmina che ne sceglie una come nido?
Le dune sono un elemento tipico della riserva: si formano perché la sabbia si accumula incontrando rocce o piante.

APPUNTI CURIOSI

Punta d’Erce era il suo nome fino agli inizi degli anni 70.
Sulle carte topografiche di un tempo era denominato così il promontorio.
Erce era il nome di una divinità, simbolo di forza e coraggio (Heracles in Grecia, Ercole per i latini), che proteggeva l’allevamento e la transumanza.
Gli archeologi rinvennero i resti di una fortificazione romana sull’altura che si eleva sul mare, a difesa di Punta Penna, abitata fin dai tempi più antichi.
Questo può ricondurre al suo nome originale, dal latino ARX che indicava una roccaforte.
Sono stati ritrovati anche fondi di capanne che risalgono all’anno 1000 a.C., insieme a tanti reperti in ceramica e vasellame.
Dove oggi troviamo Punta Penna sorgeva in passato la città di Puca, importantissima per la sua civiltà e i traffici commerciali, ricca di monumenti grandiosi che furono in parte utilizzati per ricostruire il Palazzo d’Avalos di Vasto.
Vi era in passato una stata denominata Traiano-Frentana, che collegava le antiche Anxanum (Lanciano) e Histonium (Vasto), con il suo porto.

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