“UNA BOCCATA D’ARTE” A CASTROVALVA

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“Ho trascorso quasi un giorno intero seduto a disegnare a lato di una stretta strada di montagna. Sopra di me c’era la scuola e mi divertivo a sentire le chiare voci dei bambini mentre cantavano le loro canzoni”.

Questo scriveva l’artista olandese Maurits Cornelis Escher, molto celebre per le sue opere in cui la prospettiva e gli spazi venivano raffigurati in modo del tutto innovativo. Verso la fine degli anni ’20, Escher cominciò a gironzolare spesso in Abruzzo, con l’intento di realizzare un libro illustrato che però non andò mai in stampa. Le decine di opere d’arte che ispirarono il suo estro e un diario in cui annotava i suoi appunti di viaggio, rimangono a testimoniare la grande passione che nutriva per la nostra regione.
La sua opera più celebre tra quelle che raffigurano l’Abruzzo è la litografia di Castrovalva, realizzata nel 1929, attualmente esposta al Museum of Art di Washington.
Siamo andati a Castrovalva in una bella giornata di inizio autunno. Detta anche “Nido d’Aquila”, è una frazione di Anversa degli Abruzzi.
Anche questo Borgo sorge su uno sperone roccioso ed era considerato dai feudatari un rifugio inespugnabile. Passeggiando tra le vecchie case, quasi tutte restaurate senza tradire mai le loro antiche caratteristiche, raccontiamo a Isabel e Cloe’ un pò di storia…
Qui in tempi lontani, monaci abituati all’uso della spada, davanti a San Vincenzo al Volturno, costruirono il bastione che domina Cresta Sant’Angelo e le chiese. Prima su tutte quelle dei Santi Angeli in Castro, scavata in parte nella roccia, che doveva servire a difendere il Borgo.
Belle anche la chiesa di Santa Maria della Neve e Santa Maria delle Grazie, già esistenti ai tempi dei Normanni (XI e XII secolo). Una strada tortuosa e stretta ma incredibilmente suggestiva, che fiancheggia la montagna a strapiombo vi condurrà a 820 mt. s.l.m, in posizione dominante la Riserva Gole del Sagittario.
L’ultimo tornante prima di arrivare a Castrovalva è stato intitolato ad Escher. Qui vivono solo 14 persone, ma è meta di tanti turisti provenienti anche dall’estero, a ripercorrere i passi di chi ha ritratto questo Borgo meglio di chiunque altri, rendendolo famoso nel mondo.
Dopo aver fatto un tuffo nella storia, noi ci avviamo a visitare la Riserva Naturale del WWF Sorgenti del Cavuto.

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