Un museo sulla Linea Gustav che racconta l’Abruzzo nella Seconda Guerra Mondiale.
CINQUE SALE CARICHE DI EMOZIONI E DI STORIA
La vita tra le grotte e i rifugi della Linea Gustav
La visita si apre con una sala dedicata alla vita dei civili e dei militari rifugiati nelle grotte. L’ambiente è stato ricreato in modo realistico, con reperti originali come filo spinato tedesco, materiale medico da campo, la bandiera della Croce Rossa tedesca… camminare lì dentro è stato come immergersi in un tempo sospeso, in cui la paura e la speranza convivevano ogni giorno.
La presenza tedesca a Orsogna: testimonianze rare
Una sala intera è dedicata alle truppe tedesche che occuparono Orsogna per fermare l’avanzata alleata. Qui si trovano uniformi, pistole, un telefono militare da campo, una cassetta porta bombe, borracce, e persino un Panzerfaust, il temibile razzo anticarro. Uno degli oggetti che più ha attirato la nostra attenzione è stata la bicicletta militare M42 Truppenfahrrad, utilizzata dalla Wehrmacht e dalle SS. Un dettaglio che rende tangibile la quotidianità della guerra.
La battaglia di Ortona e la strage di Sant’Agata
Nella sala del plastico si può osservare una ricostruzione dettagliata della battaglia di Ortona, una delle più cruente dell’intero conflitto, che ha visto fronteggiarsi i canadesi e le truppe tedesche. Accanto, i ritrovamenti legati alla tragica strage nazista di Sant’Agata nel comune di Gessopalena.
Gli alleati: tra reperti, divise e testimonianze
Non manca una sala dedicata alle forze alleate, con reperti dell’esercito britannico e delle componenti neozelandese, canadese e indiana. Abbiamo potuto osservare da vicino una divisa inglese “Battle Dress”, una cintura salvagente da sbarco, schegge di bombe d’aereo, bossoli… ogni pezzo racconta un frammento di storia, spesso dimenticata.
Gli elmetti e l’anello della Luftwaffe
Ultima, ma non meno suggestiva, è la sala degli elmetti, dove si trovano copricapo di paracadutisti, maschere antigas, proiettili anticarro inglesi, e un oggetto davvero sorprendente: un anello da pilota della Luftwaffe, ritrovato nel 2011 sul Pianoro di Campo Imperatore, proprio dove atterrarono i velivoli che liberarono Mussolini.


















