LA RISERVA DEL BORSACCHIO: mare, borghi e percorsi naturalistici

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Mare, fauna, flora, borghi e percorsi naturalistici nella

Riserva del Borsacchio.

Studiando l’itinerario di oggi ho trovato tutto questo. Sarà dunque una giornata piena, ricca di cose da vedere e raccontare. Andiamo per ordine, l’ordine che abbiamo deciso di dare alla nostra visita.
Ma prima è indispensabile spendere due parole sui luoghi scelti. La Riserva, compresa tra la Foce del Fiume Tordino e la foce del Torrente Borsacchio, tra il mare Adriatico e la collina di Cologna Paese e di Montepagano, rappresenta uno dei tratti del litorale abruzzese che conserva caratteri di integrità ambientale e paesaggistica. Pensate che le specie vegetali censite nella Riserva del Borsacchio ammontano a circa 120.
E’ un’importantissima riserva di biodiversità e il suo simbolo è il famoso e meraviglioso “Fratino”. La prima tappa è stata dettata dalla voglia di sentire il rumore del mare e il profumo di salsedine.
Riserva del Borsacchio
Riserva del Borsacchio
Qui possiamo trovare dune embrionali e tratti in cui vivono rare specie di uccelli tra cui appunto il Fratino, un uccello bianco e marroncino che qui viene tutelato perchè in Italia è a rischio di estinzione. La sua presenza ci fa capire ancor di più che questa è una spiaggia pulita e ricca di vegetazione spontanea. Ci incamminiamo lungo il sentiero e leggendo i cartelli informativi, scopriamo meglio le caratteristiche delle dune e la loro importanza.
Oggi le temperature sono decisamente piacevoli, quasi da poter trascorrere una giornata in costume, passeggiando sulla sabbia. Noi abbiamo quanto basta per approfittarne: teli mare e panini per il pranzo.
Prima di ogni gita faccio sempre ricerche sulla destinazione per sapere le “cose imperdibili” da fare o vedere, per scoprire quali escursioni e attività nella natura è possibile fare e per scovare tante curiosità da raccontarvi.

L’ulivo monumentale della riserva

Ulivo secolare

Durante i miei approfondimenti ne ho trovata una che mi ha incuriosito molto… Ho scoperto che nella Riserva del Borsacchio, quasi dimenticato, vive un antico ulivo che ha circa 500 anni. Le indicazioni lo collocano lungo la SS. 16 Adriatica, tra Roseto e Cologna Spiaggia, dietro un distributore di benzina IP. Ed è proprio così… Non sarà difficile raggiungerlo, state tranquilli. Lo vedrete in lontananza, grande, maestoso, con la sua chioma folta.
Scendiamo dalla macchina, pochi passi ed eccolo sotto i nostri occhi… pensate che il suo tronco ha un diametro di oltre 5 metri ed è alto 7 con una chioma che raggiunge una circonferenza di 11 metri. Si dice che durante la seconda guerra mondiale alcuni giovani del luogo si nascosero nel suo tronco per sfuggire ai controlli dei soldati tedeschi.
Appena lasciato l’ulivo ci dirigiamo verso il borgo di Montepagano.

Montepagano, borgo autentico da scoprire

Dall’alto dei 289 mt di altitudine, si può ammirare gran parte della costa abruzzese e già questo basterebbe per consigliarvi la visita. Ma il borgo, nonostante sia piccolo, tramanda una storia antica da scoprire camminando attraverso le sue vie e piazzette traboccanti di ricordi del passato.
Un luogo che non ci aspettavamo, che abbiamo scoperto, a passo lento, lasciando posare lo sguardo ovunque in cerca di dettagli, a partire dal campanile alto 40 metri, che ci ha accolti lungo il corso principale. Questo è uno dei tanti dettagli singolari del paese.
Montepagano è un borgo celebre nella zona per l’abbondante coltivazione di rose, fatto da cui derivò il nome precedente di Rosburgo, che significa appunto città delle rose.
L’antico abitato di Mons Pagus ha una tipica struttura medievale. Attraverso le quattro porte si accedeva all’interno delle mura che proteggevano il feudo.
Montepagano
Montepagano
La Porta da Borea è uno dei resti più importanti dell’imponente cinta di mura medievale che si trova in piazza. Porta da Pié è l’ingresso dalla parte del mare, vicino troverete anche la porta Belvedere. Tra le due porte si apre alla vista un paesaggio che spazia dalla costa fino alla Maiella e il Gran Sasso. La quarta ed ultima porta, Santa Caterina, è posta su una piccola altura.
Sorgono qui diverse chiese, tra cui la più importante è sicuramente La Santissima Annunziata, risalente al 1602 e tuttora sede delle più importanti funzioni religiose paganesi.
In paese è possibile visitare il Museo della Cultura Materiale dove si possono ammirare foto d’epoca, cartoline, strumenti musicali e di antichi mestieri, ricostruzioni di scene di vita quotidiana di artigiani, contadini e bottegai.
Montepagano
Montepagano
Montepagano
Passeggiando tra le colline di Montepagano è possibile stare a contatto con la natura, respirare aria di pini marittimi e di salsedine. In primavera l’area collinare si riempie di fiori ed il profumo della ginestra e delle rose è inebriante.
Diversi sono i percorsi da intraprendere, tanti dei quali eno-gastronomici. Noi abbiamo raggiunto la Fontana dell’Accolle.

La fontana dell’Accolle

Fontana dell'Accolle

Abbiamo scoperto che qui, in passato, le donne di Montepagano facevano il bucato. La Fontana, per mezzo di una vasca scoperta, fungeva anche da abbeveratoio.
La fontana la si può raggiungere da due diversi percorsi. Il sentiero sud della riserva, permette, partendo dalla fornace di Diodoro, di giungere alla fonte attraverso un percorso in salita. Noi abbiamo deciso di lasciare l’auto in prossimità del cimitero, poco fuori il paese di Montepagano, e fare il sentiero in discesa. Ovviamente in entrambi i casi, o all’andata o al ritorno, sappiate che un po’ dovrete faticare!! Il percorso scelto è su strada asfaltata e per niente trafficata. E’ stata una passeggiata molto piacevole.
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